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Partenone

Costruito in stile dorico nell’epoca di massimo splendore di Atene, il Partenone (Pantheon) era in origine un tempio dedicato alla dea Atena. Custodiva una statua dorata di 12 metri, opera di Fidia, che rappresentava la dea da cui prende il nome la città. Nel periodo bizantino la statua di Atena fu portata a Bisanzio e venne distrutta nel 1203, durante l'assedio dei Crociati.

Il Partenone è il più famoso reperto dell'antica Grecia, citato come la migliore realizzazione dell' architettura greca classica. Non ha linee diritte nella sua costruzione, l'apparente simmetria è data dalla lieve rastremazione delle colonne e dei gradini. Tra le sue particolarità, l’uso dei multipli proporzionali di 9 per 4: lo spazio fra le colonne in relazione all'ampiezza di una colonna o la larghezza dell'edificio in rapporto alla sua altezza.

Il Partenone

Al contrario del relitto monocromatico oggi  visibile, inizialmente l'edificio era interamente dipinto con colori vivaci. Un modello di come il Partenone probabilmente appariva si trova al Museo Archeologico Nazionale.

Il tempio ha subito tante modifiche durante il tempo. E’ stato trasformato in una chiesa dedicata a Santa Sofia, riccamente impreziosita da affreschi e mosaici, diventando poi cattedrale sotto i Franchi prendendo il nome di Santa Maria di Atene.

I Turchi trasformarono il Partenone in una moschea, affiancandolo con un minareto all'angolo sud-ovest. Durante l’occupazione ottomana l’edificio conservava ancora la maggior parte delle decorazioni, andati in rovina nel 687 durante l’esplosione della polveriera che fece crollare la maggior parte delle colonne, i muri della cella e le lastre di marmo del tetto. Quel poco che ne restava è stato portato via all’inizio dell’Ottocento, sotto il comando di Lord Elgin, al British Museum di Londra.

L’esterno del Partenone

Poggiante su una base in marmo, il Partenone è circondato da un cortile di 46 colonne scanalate (8 per facciata, 17 per lato) alte 10,43 m, con un diametro di 1,90 m alla base e 1,45 m in corrispondenza dei capitelli. Per conferire un aspetto più robusto, le colonne sono leggermente inclinate verso l'edificio. Alcune delle sue misure seguono il canone del rettangolo aureo che esprime la sezione aurea di Pitagora.

Entrando dal portico est era visibile la nascita di Atena, uscita armata dalla testa di Zeus, in presenza del Sole, Elio, e della Notte, Selene. Il lato ovest, di cui sono rimasti due frammenti tranciati, ricorda la disputa di Atena e di Poseidone per il dominio sull'Attica.

L’interno del Partenone

L’accesso al Partenone attualmente è vietato. Dal portico orientale (pronao) si giungeva il santuario dove si trovava l’enorme statua di Atena, opera lignea con rivestimento criselefantino per la quale si ritiene di aver usato oltre una tonnellata d’oro.

La parete esterna del muro del Partenone era cinta da altorilievi che raccontavano la storia dello svolgimento del corteo, con 400 personaggi e 200 animali. Alcuni frammenti del lavoro tra cui i Marmi di Elgin sono esposti nel British Museum, altri invece sono visibili sul luogo, nel museo dell'Acropoli.

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