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PartenoneCostruito in stile dorico nell’epoca di massimo splendore di Atene, il Partenone (Pantheon) era in origine un tempio dedicato alla dea Atena. Custodiva una statua dorata di 12 metri, opera di Fidia, che rappresentava la dea da cui prende il nome la città. Nel periodo bizantino, la statua di Atena fu portata a Bisanzio e venne distrutta nel 1203, durante l'assedio dei Crociati.
Al contrario del relitto monocromatico oggi visibile, inizialmente l'edificio era interamente dipinto con colori vivaci. Un modello di come il Partenone probabilmente appariva si trova al Museo Archeologico Nazionale. Il tempio ha subito tante modifiche durante il tempo. E’ stato trasformato in una chiesa dedicata a Santa Sofia, riccamente impreziosita da affreschi e mosaici, diventando poi cattedrale sotto i Franchi prendendo il nome di Santa Maria di Atene. I Turchi trasformarono il Partenone una moschea, affiancandolo con un minareto all'angolo sud-ovest. Durante l’occupazione ottomana l’edificio conservava ancora la maggior parte delle decorazioni, andati in rovina nel 687 durante l’esplosione della polveriera che fece crollare la maggior parte delle colonne, i muri della cella e le lastre di marmo del. Quel poco che ne restava è stato portato via all’inizio dell’Ottocento, sotto il comando di Lord Elgin, al British Museum di Londra. L’esterno del Partenone
Entrando dal portico est era visibile la nascita di Atena, uscita armata dalla testa di Zeus, in presenza del Sole, Elio, e della Notte, Selene. Il lato ovest, di cui sono rimasti due frammenti tranciati, ricorda la disputa di Atena e di Poseidone per il dominio sull'Attica. L’interno del PartenoneL’accesso al Partenone attualmente è vietato. Dal portico orientale (pronao) si giungeva il santuario dove si trovava l’enorme statua di Atena, opera lignea con rivestimento criselefantino per la quale si ritiene di aver usato oltre una tonnellata d’oro.
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