Tinos
L'isola dei pellegrinaggi e delle colombaie di marmo — spirituale, autentica e ancora lontana dalla folla.
Tinos è il cuore spirituale delle Cicladi: ogni anno migliaia di pellegrini salgono alla chiesa della Panagia Evangelistria per la sua icona miracolosa. Ma chi resta scopre molto di più — un entroterra di villaggi di marmo, centinaia di colombaie veneziane e spiagge che, a differenza delle vicine Mykonos e Andros, restano piacevolmente tranquille anche in piena estate.
La Panagia Evangelistria
La grande chiesa bianca che domina il porto è una delle mete di pellegrinaggio più importanti della Grecia ortodossa. Custodisce un'icona miracolosa della Vergine, ritrovata nel 1823 dopo la visione della monaca Pelagia, e fu edificata a partire dal 1823. All'interno, le pareti sono ricoperte di offerte votive e l'icona è così carica d'oro e gioielli da nascondere quasi il dipinto.
I pellegrinaggi culminano il 15 agosto (Assunzione), con la solenne processione dell'icona per le strade, e il 25 marzo (Annunciazione e festa dell'Indipendenza). In quei giorni l'isola è presa d'assalto: conviene prenotare traghetto e alloggio con largo anticipo.
Villaggi di marmo e colombaie
La vera sorpresa di Tinos è l'entroterra montuoso. A Pyrgos, capitale del marmo, una celebre scuola di scultura è cresciuta accanto alle cave di marmo verde da cui nacquero i lavori più raffinati delle Cicladi. Tra i campi si contano centinaia di peristerionas, le elaborate colombaie veneziane diventate simbolo dell'isola. Da non perdere il convento di Kechrovouni (XII secolo) e, a Kionia, i resti del Tempio di Poseidone e Anfitrite (IV secolo a.C.).
Le spiagge
Vicino al capoluogo si trovano Agios Fokas (ghiaia) a est e Stavros (sabbia) a ovest; più a nord, la doppia baia sabbiosa di Kolympithres. Per girare l'isola conviene un'auto a noleggio, anche se gli autobus collegano le località principali.