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Propilei

La porta monumentale dell'Acropoli, dove la Via Sacra entra fra sei colonne doriche

Sali l'ultima rampa di marmo e, prima ancora di vedere il Partenone, passi sotto i Propilei: sei colonne doriche, un colonnato che incornicia il cielo e il primo, voluto colpo d'occhio sulla rocca sacra. Era questo l'effetto cercato da Mnesicle, l'architetto che nel 432 a.C. iniziò a costruire la porta monumentale dell'Acropoli — un'opera mai finita, interrotta dallo scoppio della guerra del Peloponneso.

Cosa vedere

L'ingresso è formato da un corpo centrale e due ali asimmetriche, in marmo pentelico bianco alternato alla pietra grigia di Eleusi: un contrasto cromatico che dà al complesso il suo aspetto inconfondibile. Sei colonne doriche, gemelle di quelle del Partenone, reggono il portico; subito dietro si apre il vestibolo, con un passaggio fiancheggiato da colonne ioniche e due navate laterali.

Le due ali avevano funzioni diverse. Quella settentrionale ospitava una pinacoteca, ricavata da un'antica sala da banchetti; quella meridionale faceva da vestibolo al tempio di Atena Nike, il tempietto che sorge sulla destra, in cima a una scalinata ripida. Alza lo sguardo: il soffitto a cassettoni era decorato con stelle dorate su fondo blu, di cui restano tracce nelle ricostruzioni.

Attraverso la porta

Lo spazio tra le due colonne centrali è più largo degli altri: serviva a far passare la processione della Via Sacra, che attraversava i Propilei nei giorni di festa. Seguendo quella stessa via lastricata di marmo si raggiunge il Partenone, mentre sulla sinistra compare la sagoma snella dell'Eretteo.

Da sapere

I Propilei hanno avuto molte vite. Tra il XII e il XV secolo furono trasformati in palazzo per i signori di Atene; poi gli Ottomani vi installarono una guarnigione, fortificando i dintorni con bastioni. Come gran parte dell'Acropoli, subirono danni gravissimi dall'esplosione di un deposito di munizioni nel Seicento. Oggi, dopo i restauri, restano l'accesso principale alla rocca: il primo monumento che si incontra salendo.

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