Partenone
Il tempio che corona l'Acropoli: marmo color miele, colonne che non hanno una sola linea diritta e 2.500 anni di storia.
Da lontano sembra perfetto, geometrico, immobile. Avvicinatevi e scoprirete che nel Partenone non esiste una sola linea davvero diritta: le colonne si rigonfiano leggermente al centro, i gradini si incurvano, ogni elemento è calcolato per ingannare l'occhio e restituire l'idea di una simmetria assoluta. È questo trucco invisibile, più ancora delle dimensioni, a renderlo il capolavoro dell'architettura greca classica.
La storia in breve
Eretto nel V secolo a.C., nell'epoca d'oro di Atene, il tempio dorico custodiva una statua colossale di Atena alta dodici metri, opera di Fidia, rivestita d'oro e avorio. Quella statua sparì in epoca bizantina e andò distrutta a Bisanzio nel 1203.
L'edificio ha cambiato volto infinite volte: chiesa cristiana dedicata a Santa Sofia, cattedrale franca, infine moschea ottomana con tanto di minareto. Le decorazioni sopravvissero fino al 1687, quando l'esplosione di una polveriera fece crollare colonne, muri della cella e lastre del tetto. All'inizio dell'Ottocento Lord Elgin portò via gran parte di ciò che restava: sono i celebri Marmi di Elgin, ancora oggi al British Museum di Londra.
Cosa cercare
Sul frontone est i greci scolpirono la nascita di Atena, uscita armata dalla testa di Zeus; sul lato ovest la sua sfida a Poseidone per il dominio sull'Attica. Lungo la cella correva un fregio di altorilievi con 400 figure umane e 200 animali in processione. Il marmo che vedete oggi è nudo e color sabbia, ma in origine il tempio era dipinto con colori accesi.
Da sapere
L'interno è chiuso ai visitatori: il Partenone si ammira dall'esterno, lungo il percorso dell'Acropoli. Le sculture originali rimaste in Grecia, insieme ai calchi dei fregi, si vedono da vicino al Museo dell'Acropoli, ai piedi della rocca.