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Lesbo

Il "Giardino dell'Egeo": uliveti infiniti, terme sul mare e borghi dai tetti rossi.

Lesbo

Milioni di ulivi, foreste di pini fino al mare e un golfo dove ogni primavera si fermano a riposare migliaia di uccelli migratori: già i Romani venivano in vacanza qui e chiamavano Lesbo il "Giardino dell'Egeo". La terza isola greca per dimensioni non si attraversa di corsa. Tra il porto vivace di Mitilene, i villaggi di montagna dell'entroterra e le coste opposte servono giorni, non ore, e proprio questo è il bello.

Cosa vedere

Mitilene (i greci la chiamano spesso Mytilini, come l'intera isola) è il capoluogo: porto animato, lungomare con i caffè e il castello a dominare la baia. Da qui parte chi sale verso l'interno.

Il cuore verde è Agiasos, cittadina collinare ai piedi del Monte Olimpos (967 m), con vicoli lastricati, case antiche e la chiesa di Panagia Vrefokratoussa, meta di pellegrinaggio per un'icona attribuita a San Luca. Sulla costa nord, Methimna (o Molyvos) raggruppa le sue case dai tetti rossi attorno a un castello genovese, sopra un porticciolo a cui si affianca il borgo marinaro di Petra. A ovest il paesaggio si fa più aspro, terra di allevamento di cavalli e di monasteri: qui ci sono Eresos, patria della poetessa Saffo, e la quieta Sigri sul mare.

Spiagge e terme

Skala Kalonis, sul golfo omonimo, è il principale centro balneare dell'isola, con spiagge ampie e affollate in alta stagione. Per qualcosa di più caratteristico, le acque termali di Loutra Eftalous sgorgano in riva al mare vicino a Molyvos: un bagno caldo con vista sull'Egeo.

Il golfo di Kalloni e le saline intorno fanno di Lesbo uno dei migliori posti in Grecia per il birdwatching, soprattutto in primavera, quando passano gli stormi diretti a nord.

Da sapere

Il sud dell'isola, il più ricco di pinete e località balneari, si gira anche in giornata: da Mitilene parte un autobus che tocca le tappe principali. Il resto premia chi ha tempo, tra distanze lunghe e versanti molto diversi tra loro.

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