Kalymnos
L'isola dei pescatori di spugne diventata palestra di roccia a cielo aperto sull'Egeo.
A Kalymnos il porto profuma ancora di mare e spugne, ma le pareti calcaree che incombono sulla costa hanno cambiato la vita dell'isola: oggi è una delle capitali europee dell'arrampicata, con migliaia di vie attrezzate sopra Masouri. Eppure d'estate qualche flottiglia issa ancora le vele per andare a raccogliere le spugne, come si fa qui da secoli.
Cosa vedere
Tutto comincia a Pothia, il capoluogo: una baia stretta tra colline punteggiate di case colorate, con un lungomare di taverne e caffè. Si riconosce a colpo d'occhio l'impronta architettonica italiana — il Palazzo del Governatore ospita oggi il mercato — mentre la cattedrale di Agios Christos, dalla cupola argentata ottocentesca, custodisce il Museo Archeologico e un dossale d'altare dello scultore Giannoulis Chalepas. Vicino al molo, una piccola scuola racconta ancora il mestiere dei pescatori di spugne.
Sopra l'antica capitale Chorio, tra casette bianche e mulini a vento in rovina, si sale al Castello dei Cavalieri e alla cittadella di Pera Kastro, rifugio degli isolani durante le incursioni turche: dalle mura lo sguardo arriva fino al porto e sui picchi vicini si arroccano nove cappelle. Poco sotto si apre la Caverna delle Sette Vergini (Epta Parthenon), legata alla leggenda di sette ragazze in fuga dai pirati.
Le spiagge
Le spiagge migliori sono sulla costa nord-occidentale, dove Masouri e Myrties guardano la sagoma di Telendos: è qui che si gode il tramonto più bello sull'Egeo. A sud, la valle di Vathy — il fiordo di Kalymnos — sorprende con il porticciolo di Rina, base per la grotta di Daskalio e le calette di Drasonda, Arginonta e Palaionissos.
Da Pothia partono le barche per Pserimos, nota per la sabbia, mentre da Myrties si raggiunge Telendos: silenziosa, con spiaggia di ghiaia, i resti di una fortezza e qualche rovina romana.
Come muoversi
L'isola si gira facilmente: gli autobus collegano puntualmente le principali località e i taxi sono comodi per fermarsi lungo le strade panoramiche. Vale anche un giro in barca, per ammirare dal mare i fiordi scavati tra le insenature delle montagne. Per orientarti sull'arcipelago, parti dalla panoramica del Dodecaneso.