Isola di TinosSeparata da un piccolo stretto che la divide dalla vicina Andros, l’isola di Tinos è una copia in miniatura della prima, con una conformazione e struttura molto simile, ricca di spiagge e divisa da una catena montuosa nel mezzo. Le due isole condividono anche una storia simile: anche Tinos fu invasa dagli Ionici, susseguiti dai romani, i veneziani nell’epoca medievale e conquistata dall’impero ottomano nel 1715 che la occupò fino alla guerra d’Indipendenza. La sua storia prende una svolta nel IV secolo a.C., con il santuario di Poseidone e Afrodite. Conta più di 800 cappelle ed è rinomata per le numerose colombaie (peristerionas). Tinos città
Chiesa Panagia EvangelistriaPercorrendo il viale Megalochari, la strada principale che parte dal porto, si arriva a Panagia Evangelistria, la chiesa dell’Annunciazione. La strada pedonale parallela, Megalochari, è sempre affollata, piena di negozietti che vendono icone e vari articoli votivi.
A questo periodo risale anche l’inizio del pellegrinaggio. Ogni 15 agosto la città di Tinos è presa d’assalto dai pellegrini per le feste dell’Assunzione, quando l’icona è portata per le strade in solenne processione. L’evento si tiene anche ogni 25 marzo, durante la Festa dell’Annunciazione e il Giorno dell’Indipendenza. Entrando nella chiesa troviamo innumerevoli offerte che coprono le mura, anche l’icona stessa è talmente adorna di oro e gioielli che è difficile distinguere il dipinto. Museo ArcheologicoPercorrendo la via Megalochari si arriva al Museo Archeologico, che espone sculture di nereidi (ninfe marine) e delfini trovate nel santuario di Poseidone e Afrodite. Il museo vanta anche una meridiana risalente al I secolo a.C., capolavoro di Andronikos Kyrrestes, l’architetto che progettò la rinomata Torre dei Venti di Atene.
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